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Comunicare con la Voce

Una sala buia. Un leggio. Un cono di luce illumina la pagina di un libro. Una voce legge un brano del libro, ed e’ subito spettacolo. Quella voce, di volta in volta grintosa e piena di mordente, morbida e calda, grottesca e ironica, rotta e drammatica, neutra e fredda, modulata e melodiosa, ci prende per mano e ci guida lungo i sentieri poco battuti dell’immaginazione.

Schiavi della televisione, giorno dopo giorno uccidiamo la fantasia. Affondati nei cuscini di una poltrona o di un divano, restiamo come ipnotizzati davanti allo schermo acceso e subiamo passivamente il bombardamento d’immagini senza poter intervenire a governare il flusso emozionale derivato da quelle immagini se non con l’uso del telecomando per cambiare canale o per spegnere l’apparecchio.

Quanti di Voi invece ricordano le trasmissioni radio? Gli sceneggiati che venivano trasmessi negli anni 50/60….Le immagini dovevano essere create da noi di volta in volta. Immaginavamo l’ambiente, i movimenti degli attori, le loro espressioni, le fattezza dei volti. La radio era pura creativita’. Quelle voci disincarnate che ci accarezzano l’orecchio ci inducevano e ci inducono a riflettere e a proiettare la mente oltre le frontiere del quotidiano. Il pensiero viaggia nei territori inesplorati della fantasia fino ad approdare in terre sconosciute, in scenari incantati che solo l’immaginazione e’ in grado di proporre con tanta vivezza. La radio e’ partecipazione, la televisione, al contrario, la si subisce.

Lo spettacolo di una voce che recita un brano di un libro e’ altrettanto partecipativo. Quella voce piena di mordente ed espressivita’ e’ in grado di accendere l’immaginazione dell’ascoltatore e gli restituisce intatta l’autonomia del cervello. Quanto piu’ quella voce senza corpo e’ coinvolgente tanto piu’ la fantasia cosi’ innescata crea immagini, inventa suoni, evoca emozioni, in un film mentale di cui l’ascoltatore e’ l’unico regista. Naturalmente il prodigio avviene se la voce narrante e’ calda, modulata, capace di dare mordente ed espressivita’ alla parola letta, mentre sarebbe soltanto irritante e controproducente una lettura sgrammaticata, monocorde, senza partecipazione.

Con un po’ di buona volonta’ tutti sono in grado di saper ascoltare, come tutti sono capaci d’imparare a leggere, ma pochi sanno diventare lettori. Allo stesso modo, tutti possono imparare a suonare uno strumento musicale, ma pochi possiedono il talento di diventare concertisti. Ecco, la voce puo’ essere assimilata ad uno strumento musicale. Bisogna imparare a suonarlo. Per mettere a punto il proprio strumento, innanzitutto, occorre registrare alcune componenti importanti senza le quali la voce non puo’ esprimersi al meglio. Il primo elemento da sistemare e’ l’uso corretto della respirazione. Se vogliamo farci ascoltare, dovunque ci troviamo, dobbiamo imparare a usare il diaframma.

E’ infatti il diaframma che da’intensita’, sonorita’ alla voce. Il secondo elemento e’ la corretta impostazione della voce. Il suono, creato dal fiato che fa entrare in vibrazione le corde vocali, per uscire all’esterno ha bisogno di essere amplificato. Abbiamo diverse camere di risonanza: il cranio, il naso, la gola, ma non ci deve essere la prevalenza dell’una rispetto alle altre, il timbro che ne scaturirebbe non sarebbe corretto. C’e’ la necessita’ di un assoluto bilanciamento delle casse armoniche. Soltanto in questo modo, con il timbro cosiddetto di petto, siamo in grado di avere una voce correttamente impostata, per nulla sforzata e che non si stanca facilmente. Abbiamo un obiettivo da raggiungere: quello di una voce piena, chiara, sicura. La pienezza si raggiunge con la respirazione e l’impostazione corrette.
 
La chiarezza con una corretta articolazione. La sicurezza, con la conoscenza delle proprie potenzialita’ e con il lavoro posto in atto per realizzarle. Nonostante gli sforzi, potremmo ancora non essere soddisfatti della nostra voce. Potrebbero esserci delle disfonie che vorremmo eliminare. Se la nostra voce e’ troppo sottile, acuta, tremolante, querula, chioccia, intubata, gutturale, nasale, rauca e via dicendo, nessun timore. Se i difetti sono imputabili a cattive abitudini contratte negli anni, esistono esercizi d’ortofonia mirati a superare queste disfonie. Se i problemi sono di natura organica, gli esercizi non sono sufficienti, occorre l’intervento di un foniatra esperto o di un logopedista.

Sistemato il timbro, proprio come uno strumento musicale, e’ necessario accordare la voce secondo il suono corretto delle vocali e delle consonanti (fonetica) e secondo la corretta pronuncia delle parole italiane (ortoepia). Finalmente il nostro strumento e’ pronto per essere impiegato. Adesso occorre imparare a suonarlo.

 

La moglie trova un bigliettino con su scritto un nome di donna nella giacca del marito. Alla sera, come il marito mette piede in casa, la moglie gli sferra una padellata in testa.Il marito: "Ma che fai? Sei impazzita?" La moglie: "Ah, io sarei pazza!!Ho trovato un biglietto nella tua giacca!" Il marito: "Ma no, che vai pensando! E’ il nome di un cavallo sul quale io e i miei amici abbiamo fatto una scommessa. Non e’ una donna". La moglie: "Ah, scusami, non volevo… sai com’e’ la gelosia!" Il giorno dopo il marito torna a casa, apre la porta e subito dopo gli vola un’altra padellata sulla testa. Il marito: "Un’altra volta?! E adesso che e’ successo?" La moglie: "Ti ha telefonato il cavallo!"

 

Se tu che mi leggi possiedi un minimo di senso dell’umorismo, immaginandoti la scena, ti sara’ scappato almeno un mezzo sorriso nel leggere questa barzelletta. Bene, adesso ti domando: saresti in grado di ripeterla ad un gruppo di ascoltatori? Forse davanti ad un familiare o agli amici, non avresti alcun timore. Di fronte ad un pubblico d’estranei, soprattutto se non sei un esibizionista, avresti delle difficolta’. Mi sai dire perche’? La prima risposta che ti verrebbe in mente sarebbe "un attacco d’ansia" strettamente collegato al timore di metterti in gioco davanti a un pubblico.

Lasciamo da parte l’ansia da prestazione, analizziamo invece la vera difficolta’ di comunicazione cui andresti incontro senza alcuna preparazione in merito. Se ci pensi bene la barzelletta rappresenta un banco di prova non indifferente; raccoglie in se’ i tre livelli della comunicazione (verbale – paraverbale – non verbale) e se non sei in grado di darne una lettura coordinata e congruente, dubito che raggiungeresti il risultato auspicato, vale a dire quello di far ridere.

Ammetterai che il contenuto della barzelletta appena letta e’ di per se stesso divertente, ma quanti sono coloro che, pur disponendo di una battuta esilarante, riescono a rovinarne l’effetto sbagliando tempi e ritmi? Ecco che proprio nella barzelletta l’aspetto piu’ importante, immediatamente recepito dall’ascoltatore, e’ quello paralinguistico, fatto di toni, pause, accelerazioni, decelerazioni, volumi, ritmo, colore. Il nostro cervello lavora con entrambi gli emisferi: quello di sinistra sovrintende alle operazioni logiche, all’articolazione del linguaggio, alla respirazione, alla fonazione, all’amplificazione dei suoni, mentre quello di destra e’ deputato, alla creativita’, all’immaginazione, all’espressivita’ del linguaggio, in ultima analisi all’aspetto paraverbale e analogico del nostro modo di esprimerci.

Da cio’ consegue che possedere una voce bene impostata non e’ sufficiente, occorre che abbia anche mordente e sia espressiva. Una bella voce e’ come una bella macchina, in garage puoi tenere parcheggiata una Ferrari, ma se non ha il motore, non farai un passo fuori di casa. Per qualsivoglia messaggio che si desidera comunicare, e’ necessaria l’informazione logica, non meno dell’emozione trasmessa da una voce ricca di colore e sfumature. Cio’ vale anche per la lettura. Speaking & reading: Ascoltare e Parlare. Diciamola tutta, ora. Se sai parlare, ti farai ascoltare e saprai comunicare i tuoi pensieri, la tua intelligenza, la tua cultura e il tuo entusiasmo. Se sai parlare saprai conquistare una platea di sconosciuti, come il partner dei tuoi sogni :) . Ma non si tratta di mentire, non si tratta di dire baggianate con eleganza.

Al contrario, si tratta di sfruttare al meglio, attraverso la voce, il proprio bagaglio culturale. Quindi….non si illudano quelli che credono che solo l’abito faccia il monaco, ok, conta molto, ma sotto e dentro l’abito vi ci deve essere una persona, non un manichino  :) La Vostra voce è il più grande strumento che avete per ottenere ciò che desiderate. In alcuni casi potenziare questo mezzo di comunicazione e renderlo ancora più efficace è di fondamentale importanza e aiuta soprattutto nel lavoro. Non si parla solo di speaker radiofonici e televisivi, che fanno questo di professione, ma anche degli oratori e di chiunque necessita, per lavoro, di un’ottima dizione, una spiccata capacità discorsiva e una fluidità di linguaggio.

Sai cosa vuol dire comunicare? Etimologicamente nasce dal vocabolo latino communis che significa “mettere in comune qualcosa”, in questo caso un’idea, un progetto, un messaggio. Ecco, nella comunicazione efficace l’oratore (il conferenziere, il comunicatore, qualunque nome tu voglia dargli) interagisce sempre con l’ascoltatore. Porre l’accento sull’importanza del primo rispetto all’altro, di chi parla e non di chi ascolta, significa svuotare di senso la comunicazione, che ha come scopo quello di privilegiare il destinatario dell’idea, del progetto, del messaggio.

Oggi purtroppo molte persone credono che l’importante sia avere qualcosa da dire, e non come dirlo. Invece il nostro linguaggio è strettamente correlato alle circostanze e agli interlocutori. Ad esempio, parlare di fronte ad una platea di sconosciuti, comporterà l’assunzione di un linguaggio formale, invece nel parlare tra colleghi, il linguaggio sarà molto più colloquiale. Un altro aspetto del lessico riguarda la proprietà di linguaggio. Questo non sembra più essere uno dei criteri base per la scelta di coloro che parlano alla radio e alla televisione, ed è qui che s’inserisce l’e-book che sto per presentarti, il quale ti fornisce gli strumenti validi all’apprendimento della corretta proprietà di linguaggio.

L’e-book che ti presento e che ti straconsiglio, ti permetterà di impostare al meglio la tua voce, che come hai visto, può veramente fare la differenza in qualunque ambito della tua vita. Inoltre ti permetterà di utilizzare questo meraviglioso strumento di comunicazione al meglio, attraverso l’apprendimento delle tecniche utilizzate dalle più grandi voci del giornalismo italiano. Questo libro in formato e-book è stato scritto da Alberto Lori, voce di Mixer, Top Secret, Ultimo Minuto, SuperQuark, Sorgente di Vita, Gaia, Sfide, La Storia siamo noi. 

Alberto Lori  Alberto Lori, è diplomato Practitioner e Master advanced in PNL all’ISI-CNV di Marco Paret e in Sviluppo delle Risorse Umane all’HRD Academy di Roberto Re. Formatore della Max Formisano Training Coaching & Consulting, docente di “Comunicazione verbale” alla Luiss e libero docente di Comunicazione al Campus de’ Media organizzato dal CONI. Tiene seminari su “Reading & Speaking” all’Università della Sapienza di Roma per la facoltà di “Scienza della Comunicazione”.

Ha lavorato al giornale radio, al telegiornale RAI, alla redazione del telegiornale Contatto di Maurizio Costanzo alla PIN della Rizzoli; collaboratore de’ Il Giornale dei Misteri di Giulio Brunner e di Mondo Archeologico di Mirella Rostaing Casini. Inoltre è giornalista freelance e voce di documentari e rubriche TV di successo come: Mixer, Top Secret, Ultimo Minuto, SuperQuark, Sorgente di Vita, Gaia, Sfide, La Storia siamo noi, etc. Ha pubblicato per RAI ERI Speaker: guida alla comunicazione verbale, Parlar chiaro: guida alla comunicazione intelligente, Manuale di conversazione: guida alla comunicazione integrale, mentre è in corso di stampa: Reading&Speaking: guida alla comunicazione efficace e senza stress.


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(In questo articolo alcune parti e/o immagini sono Copyright di Alberto Lori e Autostima.net. A loro va la mia gratitudine)


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2 Resposte to “Comunicare con la Voce”

  1. diggita.it scrive:

    Comunicazione verbale: comunicare con la Voce per capire e farsi capire…

    Quanti di Voi invece ricordano le trasmissioni radio? Gli sceneggiati che venivano trasmessi negli anni 50/60….Le immagini dovevano essere create da noi di volta in volta. Immaginavamo l’ambiente, i movimenti degli attori, le loro espressioni, le f…

  2. memorizzare scrive:

    Molto interessante, un nuovo punto di vista. Grazie

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